La storia

Il 21 giugno del 1903, una domenica – presumibilmente dopo la messa come si usava allora – 32 capifamiglia di Brendola si riunirono davanti al notaio nei locali presso la chiesa per dar vita alla Cassa Rurale Cattolica di Prestiti di Brendola.

“Regnando S. M. Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e volontà della nazione Re d’Italia, l’anno 1903 il giorno di domenica 21 giugno in Brendola nella sede della Società Operaia Cattolica contrà Chiesa n. 11, davanti a me Bottazzi dott. Gaetano fu Domenico Notaio residente in Vicenza….si sono costituiti i signori:
Gennari Antonio fu Giovanni, possidente nato qui; Vinco Paolo di Leopoldo affittuario nato a Creazzo; Rigolon Antonio fu Pietro, possidente nato qui; Balbo Valentino, fu Giuseppe possidente nato qui; Visonà Nicola di Valentino possidente nato qui; Castegnaro Guglielmo di Pietro, calzolaio nato qui; Castegnero Domenico fu Valentino possidente qui nato; Rigolon Gaetano fu Giuseppe nato qui possidente; Capitanio Massimino fu Luigi possidente nato qui; Vicari Domenico fu Stefano possidente nato qui; Mufarotto Francesco di Giovanni possidente qui nato; Noro Gio. di Gaetano possidente nato a Montecchio Maggiore; Bolzan Pietro fu Giuseppe possidente nato a Brendola; Bedin Francesco fu Geremia, possidente nato qui; Nicolato Francesco fu Girolamo, possidente nato qui; Maran Giuseppe di Giosuè possidente nato a Brendola; Capitanio Domenico di Giovanni possidente nato qui; Tomasetto Gio. fu Gaetano possidente nato a Nanto; Maran Giosuè fu Francesco, nato a Zovencedo; Pilotto Angelo fu Paolo nato qui, possidente; Muraro Ferdinando fu Felice, possidente nato a Brendola; Bertocco Gio. Batta di Natale affittuario qui nato; Balbo Luigi fu Angelo possidente nato qui; Massignani Alessandro fu Antonio possidente nato a Cornedo; Zonato Antonio fu Luigi possidente nato a Meledo; Dalle Nogare Luigi di Gio. , affittuario nato qui; Dalle Nogare Pietro fu Domenico, affittuario qui nato; Rigolon Giuseppe fu Gio. Maria, possidente nato qui; Muraro Angelo fu Filippo; Caldonazzo Francesco fu Angelo; Muraro Girolamo fu Domenico; Effiliani Giovanni di Noè:
possidenti qui nati: tutte persone a me note e qui domiciliate. I detti Signori dichiarano di costituire con questo atto fra loro una società, cooperativa in nome collettivo sotto il titolo di Cassa rurale cattolica di prestiti di Brendola.
Questa società ha per iscopo il miglioramento morale ed economico dei suoi membri escluso qualunque fine politico, fornendo loro denaro nei modi e colle cautele portate dallo Statuto.
… Il capitale sociale è costituito di lit. 48, importo della quota sociale pagata in ragione di lit. 1,50 per ciascuno dei costituiti e pagabile dai futuri soci in eguale misura…
  • A presidente venne eletto il Sig. Gennari Antonio.
  • A Vicepresidente il Sig. Vinco Paolo.
  • A Consiglieri i Sigg. Rigolon Antonio fu Pietro, Castegnero Domenico , Balbo Valentino fu Giuseppe, Visonà Nicolò, Castegnaro Guglielmo.
  • A Capo Sindaco il Sig. Rigolon Gaetano fu Giuseppe.
  • A Sindaci effettivi i Sigg. Capitanio Massimino, Vicari Domenico.
  • A Sindaci supplenti i Sigg. Noro Giovanni, Mufarotto F.co….”

A quel tempo Brendola era un centro rurale di 4.100 abitanti, in prevalenza fittavoli e piccoli proprietari. Lo scopo di questa società era il miglioramento morale ed economico dei suoi membri e ad essa partecipavano praticamente tutti i nuclei familiari vista la lista dei sottoscrittori dell’atto notarile. La responsabilità della società era illimitata proprio per far fronte allo scarso capitale iniziale. Altro obbligo previsto era la residenza nel Comune di costituzione della cassa rurale.
Fin dalle origini stretto fu il rapporto con il Municipio di Brendola per permettere a quest’ultimo finanziamenti per l’acquisto di grano e migliorare le condizioni di vita in generale. La mutualità, la reale autogestione del credito, la solidarietà, la socialità sono state e sono ancora oggi aspetti essenziali dell’identità della cassa rurale.
Nata per combattere e risolvere i problemi che soffocavano e bloccavano il mondo e l’ambiente agricolo si è evoluta mantenendo la propria ispirazione, avvicinandosi a nuovi gruppi sociali ed economici. In sintonia con le nuove esigenze emergenti dalla comunità, ha continuato ad operare a stretto rapporto con la clientela quasi ad personam favorendo giorno per giorno il decollo, la crescita e l’orientamento delle piccole aziende con rapidità di risposte alle richieste, con procedure rapide e semplici e con servizi aggiuntivi. E’ infatti lo stretto collegamento con la realtà sociale che permette un rapporto corretto e valido con la base associativa e costituisce il presupposto per un’attività creditizia emergente e discretamente sicura, data la conoscenza di situazioni ed operatori locali.

E’ proprio il concetto di solidarietà e mutualità che continua ad avere un senso e a giustificare la presenza della Cassa Rurale anche in tempi in cui il sistema bancario si è evoluto e diffuso enormemente. La cassa rurale è la dimostrazione che si può anche oggi coniugare sviluppo e mutualità. Così viene riportata la notizia sull’“Operaio Cattolico” della nascita in Brendola di una Cassa Rurale Cattolica di Prestiti nel n. 26 del 28 giugno 1903:“Domenica 21 corrente abbiamo raccolto i frutti di un lungo e faticoso lavoro. Il Cav. Bottazzi Dott. Gaetano nella nostra Sala Sociale, aderendo gentilmente all’invito della Presidenza della Società Cattolica nostra, fu qui nella nostra Sala Sociale per la rogazione dell’atto costitutivo della Cassa Rurale dei prestiti.
Fu firmato l’atto da ben 33 soci tutti onesti, solidali e volonterosi. Confidiamo in Dio che questa santa istituzione valga a scuotere i dormenti e ad illuminare i ciechi che non vedono e non sentono altro che il proprio interesse, e non curandosi punto della triste posizione del proletariato, dormono sdraiati sul letto dell’usura. Oggi, domenica 28, sono invitati tutti i soci della Società Cattolica locale dopo le Sante Funzioni nella Sede Sociale e sono pregati di non mancare, essendo da discutere specialmente un argomento interessantissimo”.

 

1° gennaio 2014: Fusione con BCC Campiglia dei Berici


 Il 1° gennaio 2014 ha segnato una tappa davvero storica per la Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola che, con la fusione per incorporazione con la BCC Campiglia dei Berici, è diventata la prima banca di credito cooperativo della provincia di Vicenza con oltre 2.422 milioni di massa amministrata, un patrimonio di 127 milioni, 29 filiali, 261 dipendenti e un'operatività in 65 comuni dell'area berica/ovest vicentino.

 

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